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	<title>Mr Kuzio - Blog &#187; Percezione visiva</title>
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	<description>grafica, design, editoria, marketing</description>
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		<title>Un muro di illusioni ottiche</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 17:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr Kuzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La concezione di questo progetto relativo all&#8217;architettura ha come idea di base il dissolvimento e lo scomponimento architettonico. Il solido scopre le diverse interpretazioni della concezione, della geometria e dell&#8217;estetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La concezione di questo progetto relativo all&#8217;architettura ha come idea di base il dissolvimento e lo scomponimento architettonico. Il solido scopre le diverse interpretazioni della concezione, della geometria e dell&#8217;estetica espresse attraverso la grafica ed il movimento. Una rilettura della consistenza e della percezione spaziale relativa all&#8217;edificio stesso.</p>
<p>La paternità dell&#8217;idea e del progetto sono della <a title="Urban Screen" href="http://www.urbanscreen.com/" target="_blank">Urban Screen</a>.</p>
<p><span id="more-376"></span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5595869&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5595869&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://vimeo.com/5595869">555 KUBIK | facade projection |</a> from <a href="http://vimeo.com/user1005725">urbanscreen</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Via: <a title="DesignerBlog - La Proiezione 555 Kubik" href="http://www.designerblog.it/post/6589/la-proiezione-555-kubik" target="_blank">DesignerBlog</a></p>
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		<title>Un accenno di percezione visiva anche sul web (rarità)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 11:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr Kuzio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Grafica Editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggendo un articolo di Massimiliano Scorza apparso sul blog di HTML.it ho trovato lo spunto per accennare ad un minimo di percezione visiva. L&#8217;articolo originale si trova qui. Di che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo un articolo di <a href="http://www.mscorza.it/index.php">Massimiliano Scorza</a> apparso sul blog di <a href="http://blog.html.it">HTML.it</a> ho trovato lo spunto per accennare ad un minimo di percezione visiva.</p>
<p>L&#8217;articolo originale si trova <a href="http://blog.html.it/archivi/2008/06/27/di-che-colore-e-la-seconda-lettera-di-google.php">qui</a>.</p>
<p><span id="more-49"></span></p>
<div style="page-break-after: always;"><span style="display: none;"> </span></div>
<blockquote>
<h2><cite>Di che colore è la seconda lettera di Google?</cite></h2>
<p><cite>Si chiama <strong>percezione visiva</strong> e distingue il “vedere” dal “guardare”. Concetto fondamentale nel <strong>web design</strong>, anche se spesso poco applicato e studiato.</cite></p>
<p><cite>Ovviamente la domanda del titolo è una chiara provocazione, ma permette di entrare in tema: è probabile che la scelta dei colori delle singole lettere di Google sia stata “casuale”, e in ogni caso non dettata da una pedissequa applicazione della teoria del colore.</cite></p>
<div id="a003770more">
<div id="more">
<p><cite>Eppure, la composizione del logo Google funziona, non stona, è gradevole. Se la G fosse gialla e la L blu forse avremmo un’impressione differente. Magari il logo “stonerebbe” sul bianco della pagina.</cite></p>
<p><cite>Tutte supposizioni, d&#8217;accordo: ma è talmente importante <strong>coordinare i colori di testi e immagini</strong> di una pagina web che è doveroso soffermarsi anche su certi dettagli.</cite></p>
<p><cite>Il codice HTML perfetto non esiste: gusti personali e variabili tecniche (si pensi soltanto al grado di illuminazione dello schermo) possono influenzare la visione, il quadro finale della nostra composizione di pixel.</cite></p>
<p><cite>Aldilà di queste variabili, però, vi sono elementi che stonano oggettivamente rispetto ad altri, creando dissonanze stilistiche imperdonabili, che fanno fuggire il visitatore dal sito.</cite></div>
</div>
</blockquote>
<p>La <a href="http://blog.html.it/archivi/2008/06/27/di-che-colore-e-la-seconda-lettera-di-google.php#c_44414">prima reazione che ho avuto</a> è stata di rallegrarmi per la scoperta <strong>RARISSIMA</strong> di un incentivo all&#8217;applicazione dei principi della percezione visiva anche sul web.</p>
<p>La seconda è stata quella di scrivere a mia volta un articolo che parlasse di percezione visiva applicata alle situazioni &#8220;scomode&#8221;.</p>
<p>Quando un cliente ci chiede di inserire un numero spropositato di elementi in una singola pagina bisogna per forza di cose ricorrere a degli espedienti visivi (cornici, contrasti cromatici, formattazione del testo in maniera contrastante, ecc&#8230;)</p>
<p>Solitamente si riesce a produrre una buona grafica in circa un paio d&#8217;ore. Ma talvolta può capitare l&#8217;inaccadibile: che il cliente sia seduto al vostro fianco <strong>mentre</strong> state lavorando alla <strong>sua</strong> lavorazione.</p>
<p>Con il cliente accanto che ti dice <em>questa font è troppo <strong>smorta</strong>, mettine una più </em><strong><em>allegra</em></strong>, <em>quel verde non mi convince, non hai un <strong>verde più verde</strong>?</em>, <em>mi raccomando che il lavoro finito sia </em><strong><em>elegante</em></strong> (quando dovete progettare un 70&#215;100 e vi fornisce le foto prese dal sito a bassissima risoluzione e, noncurante della cosa, vi dice che vuole proprio <strong>quella foto</strong>, <strong>quella più piccola,</strong> come immagine principale al centro del manifesto).</p>
<p>Queste situazioni scomode portano il grafico ad un bivio: il suicidio, o la fanculizzazione del cliente dallo studio <big><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>mentre si sta lavorando</strong></em></span></big>.</p>
<p>Le basi fondamentali della percezione visiva in queste situazioni aiutano a far felice il committente e sopratutto danno al grafico l&#8217;opportunità di risolvere problemi prettamente grafici &#8220;con stile&#8221;.</p>
<p><cite>Vi è mai capitato di essere disturbati dall’impatto grafico di una home page, tanto da non proseguire nella navigazione? E di non ricordarvi associazioni di colori che avete sotto il naso tutto il giorno&#8230; come il logo di Google? <img src='http://www.mrkuzio.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </cite></p>
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		<title>Nuovo sistema di &#8220;tracciamento&#8221; di immagini</title>
		<link>http://www.mrkuzio.com/blog/2008/05/27/nuovo-sistema-di-tracciamento-di-immagini/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 08:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr Kuzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo originale: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2300306 Roma &#8211; Riconoscere il contenuto di un&#8217;immagine, anche se questa è stata ridotta a risoluzione bassissima? Ora è possibile, grazie al software progettato da un team internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Articolo originale:<br />
<a title="Tutte le immagini in 256bit" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2300306" target="_blank">http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2300306</a></p>
<p style="text-align: left;">Roma &#8211; Riconoscere il contenuto di un&#8217;immagine, anche se questa è stata <em>ridotta</em> a risoluzione bassissima? Ora è possibile, grazie al software progettato da un team internazionale di ricercatori, che riesce a distinguerle accontentandosi di un totale <strong>compreso tra 256 e 1024 bit di dati</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-44"></span></p>
<p style="text-align: left;">La ricerca è stata coordinata da <a href="http://web.mit.edu/torralba/www/" target="_blank">Antonio Torralba</a>, professore del <a href="http://www.csail.mit.edu/index.php" target="_blank">Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory</a> del MIT. Al suo lavoro di ricerca hanno collaborato <a href="http://www.cs.nyu.edu/%7Efergus/" target="_blank">Rob Fergus</a> del <a href="http://www.cims.nyu.edu/" target="_blank">Courant Institute of Mathematical Sciences</a> (Università di New York) e <a href="http://www.cs.huji.ac.il/%7Eyweiss/" target="_blank">Yair Weiss</a>, dell&#8217;<a href="http://www.cs.huji.ac.il/" target="_blank">Università di Gerusalemme</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Perché una ricerca di questo tipo? Perché in rete potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione. Le immagini &#8211; osservano gli scienziati &#8211; mancano di elementi intrinseci che ne descrivano il contenuto. Per questo siti come <a href="http://flickr.com/" target="_top">Flickr</a> chiedono agli utenti di accompagnare ogni immagine con tag, descrizioni, categorie ed ogni altro attributo aggiuntivo che aiuti a classificarla per poi poterla ritrovare servendosi di una funzione di ricerca. Il <em>tagging</em>, utilizzato anche in altri ambiti e persino al centro di molte infrastrutture di search e di servizi per il web di &#8220;nuova generazione&#8221;, è un&#8217;attività <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2243421" target="_blank">spesso imprescindibile</a> per mettere ordine nel caos, o trovare le giuste rotte in un oceano di informazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080527/riduzione.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Proprio su questo punto vuole intervenire il lavoro svolto da Torralba: cercare elementi che automatizzino l&#8217;individuazione del contenuto. Per farlo, gli scienziati hanno cercato il limite inferiore sotto a cui diventa impossibile operare distinzioni. Il gruppo ha così messo a punto una <strong>riduzione matematica</strong>, che ha permesso di individuare il limite entro cui la quantità di informazioni nell&#8217;immagine <strong>ridotta</strong> è ancora sufficiente a descriverne il contenuto. &#8220;Stiamo cercando di trovare le sequenze più corte possibile: se due immagini hanno al loro interno sequenze numeriche simili, molto probabilmente contengono lo stesso oggetto e lo stesso contorno&#8221;, <a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2008/csail-tt0521.html" target="_blank">dice</a> Torralba.<br />
Per dimostrare graficamente alcune delle affermazioni del gruppo, Torralba ha predisposto un <a href="http://people.csail.mit.edu/torralba/tinyimages/" target="_blank">apposito sito</a>, intitolato <em>80 milioni di piccole immagini</em>. Passando il puntatore del mouse su ciascuna di esse (vedi immagine a lato) e cliccando su un qualsiasi puntino si apre un <em>popup</em> che ne descrive il contenuto ed esibisce quello stesso oggetto in vari contesti.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080527/80millionimages.png" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">D&#8217;altro canto, spiega il gruppo, grazie alla conoscenza pregressa delle immagini in senso generale all&#8217;uomo bastano 32 x 32 pixel (quindi un totale di 1024) per individuare il contenuto di un&#8217;immagine. Invece, online vi sono molti esempi di cataloghi con risoluzioni maggiori: Google Immagini, ad esempio, ha thumbnail da 100 x 100 pixel (quindi un totale di 10 mila ciascuno) e &#8211; secondo gli scienziati &#8211; rappresenta un grande spreco di risorse. Molto però va ancora studiato: questa tecnologia si rivela efficace per oggetti comuni ma esibisce limiti consistenti se tratta oggetti non comuni. La ricerca è ancora in uno stato poco più che embrionale, spiegano i ricercatori. &#8220;È equivalente all&#8217;apprendimento del linguaggio. Ci sono molte parole che sentiamo</p>
<p style="text-align: left;">spesso ma, a prescindere da quanto tempo abbiamo vissuto, ce ne saranno sempre alcune che non abbiamo mai sentito. Per impararle abbiamo solo una strada: quella di conoscerle attraverso degli esempi&#8221;, illustra Torralba.</p>
<p style="text-align: left;">Per i più curiosi, a <a href="http://people.csail.mit.edu/torralba/publications/cvpr2008.pdf" target="_blank">questo indirizzo</a> c&#8217;è l&#8217;intero studio (formato PDF, circa 20 MB), con tutti i dettagli.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Marco Valerio Principato </em></p>
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		<title>Il linguaggio dei colori nel Marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 17:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr Kuzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scelta dei colori è fondamentale per la buona riuscita di un elaborato grafico. Ogni colore va scelto. Non deve esistere un colore in una pagina che si stato messo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta dei colori è fondamentale per la buona riuscita di un elaborato grafico. <strong>Ogni colore va scelto</strong>. Non deve esistere un colore in una pagina che si stato messo lì <em>&#8220;perché è bello&#8221;</em>. Naturalmente l&#8217;armonia cromatica e la coerenza cromatica hanno un loro valore, ma nel marketing la scelta cromatica ha un suo significato. Questo qua&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/rosso.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/blu.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/giallo.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/verde.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/viola.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/marrone.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/grigio.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/nero.jpg" alt="" width="50" height="50" /><img src="http://www.mrkuzio.com/immagini/bianco.jpg" alt="" width="50" height="50" /></p>
<p><span id="more-12"></span></p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/rosso.jpg" alt="" /><strong>Rosso</strong> La catena archetipica del rosso lo associa al fuoco e all’energia.<br />
È il colore dell’energia vitale, stimolante sia fisiologicamente sia psicologicamente. Segnala situazioni di pericolo ed è istintivamente il preferito dai bambini per il proprio carattere di energia e di vitalismo. Attiene a molti riti di passaggio, di iniziazione, basti pensare all’identificazione sangue-vino nell&#8217;Eucarestia, è il colore del Natale, del Bambino che nasce e del Capodanno quando si indossa biancheria rossa per annunciare l&#8217;anno che inizia.<br />
Per la stimolazione immediata e prepotente che comunica è indicato nella segnalazione di pericolo ma anche per tutto quanto vuole richiamare immediatamente l’attenzione, per ciò che è dinamico o destinato all’infanzia, i giocattoli, il food giocoso.<br />
Per la capacità del rosso di evocare la stimolazione erotica è spesso utilizzato per le confezioni di rossetti, smalti, biancheria intima. Come stimolante dell’appetito appare spesso come colore di aperitivi e cocktails.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/blu.jpg" alt="" /><strong>Blu</strong> La catena archetipica del blu rimanda all’acqua, al mare, all’affetto, all’armonia.<br />
È il colore del sentire i suoi significati rimandano alla sfera affettiva. Blu=acqua=madre. Rimanda a sensazioni gustative di dolcezza (zucchero, cioccolato al latte) e a sensazioni tattili di tenerezza (blu velvet, gatti blu). Le tonalità più fredde vengono usate per sostanze dolci ma rinfrescanti. Il riferimento alla grande madre avvolgente ne fa il colore tipico degli abiti. Molto usato nell’abbigliamento casual, primo fra tutti il jeans, ma anche per le tute da lavoro, alcune divise, le sete e i velluti degli abiti da sera. È blu il mantello della madonna-madre celeste, della fata turchina di Pinocchio, del principe azzurro. È il colore della bandiera ebraica come simbolo del ritorno alla grande madre patria perduta, dell’Europa unita, delle Nazioni unite.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/giallo.jpg" alt="" /><strong>Giallo</strong> La catena archetipica del giallo rimanda alla luce, all’infinito, al Sé.<br />
È il colore dell’energia che si sfoga compendiato nell’arancione che indica bisogno di rinnovamento, gioia di vivere (giallo) e illuminazione spirituale (rosso). I primi fiori a sbocciare in primavera sono gialli. Montale scriveva &#8220;portami il girasole impazzito di luce&#8221;. Luce, sole, fioritura e follia, leggerezza, luminosità, trasparenza; per tutti questi riferimenti il giallo è indicato per prodotti vivaci, solari, insoliti. Non a caso il New beetle fu presentato in giallo come il suo antenato. Contaminato con il verde si associa a sostanze acide, limonata, cedrata, detersivi. La scarsa leggibilità è spesso compensata dall’uso del nero che lo rende di massima incisività, come in alcune automobili molto sportive e in alcune confezioni di sigarette.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/verde.jpg" alt="" /><strong>Verde</strong> La catena archetipica del verde lo associa all’albero, all’Io, alla difesa e alla conservazione.<br />
La percezione di freschezza legata al verde lo rende indicato per tutti i prodotti rinfrescanti (menta e simili) mentre la sua stretta relazione con l’archetipo vegetale ne fa un colore di largo impiego in agricoltura, giardinaggio, prodotti biologici. Per il suo carattere di rigidità difensiva viene ampiamente usato nelle divise, specie abbinato ad altri colori, (la divisa grigio-verde dell’esercito). Nelle tonalità più fredde e bluastre il verde determina una percezione asettica che lo rende indicato nelle sale operatorie, nel rivestimento di apparecchi sanitari e quindi in tutti quei prodotti che fanno dell’asetticità un valore.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/viola.jpg" alt="" /><strong>Viola</strong> La catena archetipica del viola prevede l’associazione con la congiunzione degli opposti e il fascino dell’arcano.<br />
In comunicazione e nelle confezioni dei prodotti è di solito usato con molta parsimonia. Può significare raffinatezza e dunque essere usato come involucro di oggetti preziosi. È più facilmete usato nel settore cosmetico, per saponi e prodotti per la pelle.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/marrone.jpg" alt="" /><strong>Marrone</strong> Nella catena archetipica il marrone rimanda alla terra, alla corporeità, alla regressione.<br />
Si usa nell’arredamento, nella pelletteria, per i prodotti naturali e gli oggetti artigianali. Di solito le tonalità più chiare e ambrate del marrone si associano a bevande alcoliche che riscaldano quelle più scure a elisir naturali e digestivi.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/grigio.jpg" alt="" /><strong>Grigio</strong> Nella catena archetipica il grigio è nebbia e schermatura.<br />
Il suo carattere di neutralità lo rende usato negli impianti industriali e in tutto quanto deve avere carattere di anonimato. Il carattere difensivo del grigio ne spiega l’uso nelle divise e nell’abbigliamento formale di impiegati e manager. Per lo stesso motivo è il colore prediletto per le automobili.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/nero.jpg" alt="" /><strong>Nero</strong> La catena archetipica del nero rimanda alle tenebre, all’assoluto, alla coazione<br />
È il simbolo dell&#8217;inconscio, della negazione della luce e del colore sul piano fisico e della coloritura emotiva sul piano psichico. Si usa per privare gli oggetti delle loro connotazioni emozionali enfatizzando solo il loro aspetto formale. Indica autorità, distacco, prestigio. Non a caso è il colore delle automobili presidenziali e degli abiti da cerimonia.</p>
<p><img style="float: left; padding-right: 10px" src="http://www.mrkuzio.com/immagini/bianco.jpg" alt="" /><strong>Bianco</strong> La catena archetipica del bianco è luce, assoluto, libertà.<br />
Si usa per le cose che devono essere pulite o purificate, di norma per i detersivi e, ormai con qualche eccezione, per gli elettrodomestici. Indica sterilità, asetticità, è il colore delle bende, dei camici, degli apparati medico-sanitari. È molto impiegato nel settore alimentare per i derivati del latte ma anche per l’alimentazione dell’infanzia.</p>
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