Che grafico sei?

In giro si incontrano colleghi (e clienti saccenti) che possono rientrare in queste macro-categorie.
Questo vuole essere un articolo sulle motivazioni al lavoro creativo. È facile ritrovarsi in una (o anche più di una, perchè no) di queste voci.
(solo dopo che ci sarà il primo commento indicherò la mia categoria di appartenenza)
Si possono individuare 5 macro-categorie di motivazioni che ci spingono a portare a termine un lavoro anche quando diventa umanamente impossibile. Conoscerle, e saper valutare in base a queste i propri punti di forza e le proprie debolezze può essere d’aiuto per migliorare e smussare quegli aspetti professionali che forse ci rendono poco flessibili.
IL NUMERO UNO
Devi essere il migliore. Ti svegli al mattino pensando: oggi inventerò qualcosa che nessuno ha mai pensato. Adori emergere dalla massa, essere il primo della fila. La tua più grande soddisfazione professionale sarebbe ricevere un premio per essere stato pioniere in qualche progetto.
Attenzione: rischi di perdere questa motivazione se dovessi accorgerti di non essere, in fondo, così migliore di tanti altri.
Consiglio: non temere la competizione, sei nato per questo. Partecipa, lotta e mettiti alla prova, ma non prendertela troppo se non vinci.
LAVORO, LAVORO, LAVORO!
Costruisci i progetti passo per passo. Adori stare al lavoro: ti piace ciò che fai, e mettere in pratica le tue skill è la tua vera motivazione. Sei geniale nel trovare modi nuovi di migliorare il tuo lavoro. Sarebbe splendido poterti concentrare al massimo, senza interruzioni, nel perfezionare il tuo progetto.
Attenzione: rischi di perdere una deadline o sentirti frustrato cercando di raggiungere la perfezione.
Consiglio: cerca di accettare lavori che ti concedano abbastanza tempo per essere portati a termine col massimo risultato. Non permetterti di pensare: se avessi avuto più tempo, avrei fatto meglio.
IL FINE GIUSTIFICA BLA BLA BLA
Vedere il prodotto finito. Già prima di cominciare immagini il risultato finale: un poster sul muro, un libro, un cd. Il processo di creazione viene per secondo: l’importante è avere le idee chiare, vedere già l’obiettivo finale.
Attenzione: l’eseguire il lavoro nei dettagli o seguirne le mille modifiche potrebbe renderti nervoso.
Consiglio: sii coinvolto sia nella fase iniziale che in quella finale del progetto. Tuttavia, cerca di essere elastico quando, nel corso del lavoro, saranno richieste delle modifiche e dei cambiamenti a ciò che avevi in mente.
WE LOVE YOU
Il pubblico che apprezza ciò che fai. A farti saltar giù dal letto o emergere dai momenti bui è sempre lo stesso motivo: la gente adorerà il tuo progetto, e te lo farà capire chiaramente. “Amiamo il tuo lavoro” equivale a “Amiamo te”.
Attenzione: se sei sensibile ai commenti negativi (o all’assenza di commenti) potresti avertene a male.
Consiglio: cerca di essere in prima linea con il cliente. Chiedi spesso feedback del tuo lavoro, sia durante che al termine del lavoro. Non farti abbattere dalle critiche.
E QUI COMANDO IO
Tenere le redini dell’intero processo. Organizzi di natura tutti i passi e i ruoli necessari per portare a termine un lavoro. La tua motivazione si annida dietro al controllo di tutte le fasi, e delle persone con altre motivazioni che potrebbero servire al tuo scopo.
Attenzione: sei pesantemente abbattuto quando tutti gli ingranaggi non funzionano a dovere.
Consiglio: mantieni una posizione di management all’interno del progetto. Sii ben consapevole di motivazioni e skill del tuo team, e usale a dovere.
Tu in quale ti senti di appartenere?
(Ma sopratutto: credi che la gente si divida davvero in queste categorie?)
Edit: ho dimenticato di mettere il link alla notizia originale. RIngrazio 100%Fake per avermelo fatto notare ricordato.
L’articolo originale si può trovare in questo blog: http://www.freelanceswitch.com/
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ti dico la verità: non ci credo nemmeno io!
dovendo scegliere, comunque, direi che sto nella prima!
ps: per correttezza, devo specificare che l’articolo è ispirato all’originale inglese su http://freelanceswitch.com/
Ottimo. Metto subito il link alla notizia originale.
E mantenendo la parola data posso rispondere alla domanda del titolo “che grafico sei?”
Sono un lavoratore indefesso, mi piae il lavoro che faccio e solitamente vado dritto al prodotto finito, inizio a lavorare già con le idee chiare e non perdo troppo tempo nei dettagli.
La forma e il contenuto hanno entrambi lo stesso valore.
Quindi appartengo a “LAVORO LAVORO LAVORO” e anche a “IL FINE GIUSTIFICA BLA BLA BLA”.